erased - marta czok

ATTRAVERSO LE RAPIDE DELLA TRISTEZZA, / sfiorando / il nudo specchio delle piaghe inferte: / lì si fanno fluttuare i quaranta / tronchi di vita / scorticati. / Unica tu, nuoti / controcorrente, / tu / li conti, / li tocchi / tutti.
Paul Celan Atemwende 1967

Un repertorio figurativo impervio quello di Marta Czok, che lascia la traccia nell’occhio addestrato a percepire nell’arte il contatto con la vita e la sua naturale crescita spontanea, in quanto artista immersa nel percorso che a partire dalla sua identità polacca, si inoltra nelle pieghe di una guerra “respirata nell’aria di casa” dove ha incontrato se stessa: riflessa nello specchio dell’identità negata di coloro che non ebbero nemmeno il diritto di mostrare il dolore.
Come in una scia lasciata dallo scorrere del tempo che si fa memoria, il grigio lievemente sfumato di un azzurro metallico che invade le immagini, si lega al filo spezzato di vite che mai furono in grado di ritrovarsi nelle parole della storia, costruite poi nelle parole di adulti; discorsi impegnativi incapaci di esprimersi nella spontaneità.
Attraverso una serie di dipinti, legati come perle opalescenti, dotati di una grafica solida in grado di solcare la mente, Marta Czok mostrando la tagliente risposta del dubbio che cancella le identità, mescola in un gioco di valori invertiti il comune senso della leggerezza che si legherebbe all’infanzia.

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