erased - marta czok

Anche se, arrivato il 1947, la seconda guerra mondiale era, per la maggior parte del mondo, un capitolo tragico ma ciò nonostante chiuso, lo stesso non può essere detto per le migliaia di sfollati e rifugiati politici che ancora si trovavano senza alcun posto dove andare. Ancor più drammatica era la situazione dei superstiti ebrei che, comprensibilmente, hanno voluto lasciare l’Europa che li aveva trattati in modo così vile e avevano bisogno di una patria, la loro patria, dove si sarebbero potuti finalmente sentire sicuri.
Questa esigenza di un rifugio si applicava anche a gente come i miei genitori, i cui paesi non solo avevano avuto i confini spostati verso ovest, sbarrando definitivamente la via verso casa, ma erano di fatto stati presi dal potere nemico.
Mio padre era uno dei 120 superstiti di un campo di prigionieri di guerra chiamato Kozielsk da cui oltre 4000 ufficiali polacchi, compreso mio nonno, sono stati presi per essere fucilati nelle foreste di Katyn dai Sovietici. È stato il suo essere a conoscenza dell’identità degli esecutori di questo crimine tuttora impunito che ha precluso il nostro ritorno. Il Regno Unito ci ha gentilmente invitati, insieme a migliaia e più persone nella stessa situazione, a fare dell’Inghil-terra la nostra casa, ed è così che mi sono trovata a Londra.
La capitale britannica era stata attaccata severamente dall’alto durante il Blitz e i miei primi ricordi della città abbondano di pareti annerite e di vaste spaccature nelle lunghe file di case piene di erbacce e macerie, dove

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