erased - marta czok

È comprensibile che una volta che il mondo è uscito da uno dei suoi periodi più barbari, i superstiti abbiano provato a dimenticare tutta la malvagità, per tornare a vivere. Tuttavia, ci sono eventi ai quali almeno un po’ della memoria storica andrebbe riservata, e credo che questo sia uno di essi.
Mentre il progetto si sviluppava ho capito che non sarei dovuta essere selettiva – che non potevo limitare il mio interesse ai piccoli polacchi-cristiani e dimenticare i piccoli polacchi-ebrei, così come non potevo fare il contrario. I bambini sono bambini: se sentiamo un neonato piangere al buio non saremo mai in grado di indovinare la sua razza o la sua religione. Le differenze affiorano successivamente, con ciò che viene ironicamente chiamato “educazione”.
Si dice che dovremmo imparare dalla storia ma l’unica lezione che la storia ci insegna realmente, e a fondo, è che non impariamo niente – così le guerre continuano e le loro vittime principali sono sempre i bambini. Pertanto il mio tema, pur avendo avuto inizio mezzo secolo fa nel mio paese d’origine, comprende tutte le giovani vittime, chiunque siano, dovunque siano e, tristemente, dovunque saranno.
In questo gruppo di 16 dipinti ho voluto raccontare tutta la storia: dall’inizio della guerra e dalle piccole vittime a cui sarebbe stata ciecamente indirizzata, agli esecutori, al loro trattare l’Uomo-bambino come una macchina, con un disprezzo per il suo spirito sì imposto ma anche messo in pratica con entusiasmo, all’umiliazione, alle speranze di salvezza dei bambini e alla loro scomparsa finale.

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